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SEVESO

SEVESO Una tragedia italiana
(Idea Editions - Il fatto, la foto - Giugno 1977 - 72pp.)

















  
Fotolibro di grande formato sull'incidente di Seveso; le immagini, ad opera di famosi fotografi come Dino Fracchia, Uliano Lucas, Mauro Galligani etc., mostrano i luoghi della catastrofe durante le operazioni di bonifica, scene di vita quotidiana e manifestazioni di protesta degli abitanti delle zone inquinate.
Completano l'opera un testo di introduzione di Neva Agazzi, una cronologia, schede sull'Icmesa e la diossina.

Sommario:
- Quel Sabato 10 Luglio
- foto
- Cronologia
- Schede

Testi: Neva Agazzi Maffii.
Fotografie: Marcello Arfini, Daniele Bonecchi, Alberto Calcinai, Domenico Carulli, Carlo Cerchioli, Giancarlo De Bellis, Dino Fracchia, Mauro Galligani, Maurizio Ghidoli, Uliano Lucas,Francesco Ponticelli, Alberto Roveri, Chiara Visconti e Agenzie Italia, Ap.
Biblioteca di cronache illustrate diretta da Uliano Lucas
Progetto grafico e montaggio: Pasquale Prunas
realizzato da Claudio Ronchetti
Consulenza editoriale: Andrea Branzi

Formato 29x21,5 cm.

SEVESO. LA GUERRA CHIMICA IN ITALIA

SEVESO. LA GUERRA CHIMICA IN ITALIA - a cura di Massimo Aloisi, Marco Gabrieli, Gianni Moriani, Dario Paccino, Luigi Perbellini
(Bertani - Quaderni di Triveneto 1 - Ottobre 1976 - 112pp.)


















Dossier sulla terribile disastro ambientale di Seveso (Milano), dove nel Luglio del 1976 da uno stabilimento chimico Icmesa fuoriuscì una nube tossica di diossina provocando danni a lungo termine a persone, animali e ambiente (e tuttora oggetto di studio).
Seveso. La Guerra Chimica in Italia, ricostruendo il susseguirsi degli eventi da Luglio a Settembre '76, analizza gli effetti nocivi della diossina sull'ambiente ed inquadra l'evento come un episodio all'interno di quella che gli autori definiscono "normalità del veleno" (vedi i morti per piombo tetraetile della Sloi, per l'Eternit etc.): la condotta disinvolta e criminale che, in nome dell'economia, distrugge salute ed ambiente.

Il dossier uscì nella collana "Quaderni di Triveneto". La rivista "Triveneto" (fabbrica-società-sindacato) produsse 4 fascicoli (n. 0, 1, 2/3, 4/5) tra il 1973 e il 1975.

Sommario:
- Nota editoriale (Verona, Ottobre 1976)
- Il Vietnam alle porte di Milano... (a cura di Marco Gabrieli)
- Contributi: Luigi Perbellini, Gianni Moriani, Massimo Aloisi, Dario Paccino

"Supplemento alla rivista TRIVENETO, dir. Ivano Spano, dir. resp. Giuseppe Mattei, registro stampa Tribunale di Verona 11/4/74 n. 308".

MACONDO

MAURO ROSTAGNO & CLAUDIO CASTELLACCI - MACONDO
La storia del "luogo magico " di Milano...
(Sugarco Edizioni - Fatti e misfatti 67 - Ottobre 1978 - 224pp.)


















Macondo è il racconto veritiero delle avventure e disavventure di un locale milanese (Macondo, appunto), raccolto dalla voce del suo principale artefice, Mauro Rostagno (1942-1988). Il racconto di Rostagno - 2 intere giornate su dieci cassette - è stato poi elaborato dal giornalista Claudio Castellacci. Macondo, che visse tra il 1977 e il 1978, è da lungo tempo entrato nella mitologia "alternativa" milanese e del movimento del '77.
Rostagno, reduce dalle esperienza di Lotta Continua, scioltasi al congresso di Rimini del 1976, mise in piedi con altri tredici soci una cooperativa per gestire Macondo. Il locale, che prendeva il nome dalla terra immaginaria del celebre "Cent'Anni di Solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, ospitava un ristorante, un bar, un mercato dell'usato e strutture per incontri, mostre ed iniziative culturali (famosi il convegno su "L'Arte di Arrangiarsi" e l'asta "Svendita del '68").
Frequentato da un pubblico numeroso e "trasversale" (freaks, militanti ma anche borghesi con simpatie "alternative"), incappò nella giustizia dopo la diffusione di facsimili pubblicitari di biglietti delle linee milanesi con la scritta "Vale uno spino" e "Ce l'hai un filtro?". Questo diede il via a perquisizioni, denunce, arresti, l'incriminazione per reati collegati all'uso di stupefacenti e la chiusura di Macondo.
Il racconto è completato da brani dalla stampa dell'epoca, divisa tra condanna (L'unità) e difesa (come Alfredo Todisco sul "Corriere della Sera"), gli attestati di solidarietà di intellettuali (Dario Fo e Franca Rame, Marco Boato, la rivista Re Nudo), una serie di testimonianze ed infine la sentenza del Tribunale che condannava i soci a tre mesi con sospensione della pena per avere permesso il consumo di sostanze illegali nel locale.
Dopo la riapertura Rostagno si trasferì in India per seguire Bhagwan Shree Rajneesh e il locale passò ad Andrea Valcarenghi, che lo fece diventare un centro di meditazione e ristorante, e ne cambiò il nome in "Vivek".

Sommario:
- Introduzione
- Parte Prima: Capitoli 1-4
- Parte Seconda: Capitoli 5-8
- Parte Terza: Capitoli 9*-11
Appendice N. 1:
- No all'ore (Mario Mieli)
- I vizi capitali (Lea Melandri, Giairo Daghini, Paolo Gambazzi)
- Interviste nel quartiere mentre i maconderos sono in galera ("Tam Tam") 
- Lettera di Francesco Alberoni sul caso Macondo a Charles Bukovski
Appendice N. 2: Sentenza del Tribunale di Milano (10 Marzo 1978)

* Il capitolo 9 consiste di una lunga poesia di Gianni Fez.
Il capitolo 10 contiene una lettera di Daniele Joffe letta al processo come dichiarazione degli imputati.

32 pagine di foto in bianco e nero (Italo Bertolasi, Enrico Gallo, Michaela Ceresa, Robi Schirer e Agenzia Stampa Tam Tam Milano) ed illustrazioni (Jacopo Fo e Lorenzo Mattotti).

Con brani tratti da: "La Notte", "Corriere della Sera", "Il Giorno", "Lotta Continua", "Il Manifesto", "L'Unità", L'Espresso", "Rotaia", "Repubblica".

Formato 21x13,5 cm.

Il sito di Claudio Castellacci ospita un "Amarcord Macondo".

SPARARE A VISTA

CAMILLA CEDERNA - SPARARE A VISTA
Come la polizia del regime DC mantiene l'ordine pubblico
(Feltrinelli - Attualità - Giugno 1975 - 212pp.)


















Sparare a Vista è un saggio della giornalista Camilla Cederna (1911-1997) sulle violenze commesse dalla polizia di stato nel contesto della cosiddetta "strategia della tensione" che - come scriveva l'autrice - sarebbe meglio chiamare "tecnica del regime". Il libro ricostruisce le vicende delle morti di Saverio Saltarelli (1970), Giuseppe Tavecchio, Franco Serantini (1972) e Roberto Franceschi (1973), tutti uccisi dalle forze dell'ordine in manifestazioni di piazza, e analizza il clima politico che rese possibili quei crimini e le successive coperture giudiziarie.

Sommario:
- 1. Non dimenticare
- 2. Saltarelli
- 3. Tavecchio
- 4. Serantini
- 5. Franceschi
- 6. La Guerra alla Statale

Formato 20,5x12,5 cm.

ROMA ALTERNATIVA

DARIO SALVATORI - SILVIO ROSSI - CLAUDIO MARRAS
ROMA ALTERNATIVA (Regia di Angelo Quattrocchi)
(Sugarco Edizioni - Collana Fallo! - 1975 - 200pp.)


















Roma Alternativa, curato da Dario Salvatori, Silvio Rossi e Claudio Marras (di "Fallo!", ex rivista e poi collettivo editoriale) con la supervisione di Angelo Quattrocchi, è una controguida alle realtà alternative della Roma del 1975. Il libro, che usciva mentre la capitale si preparava all'invasione dell'Anno Santo, forniva consigli ed indirizzi di trattorie, botteghe, librerie, cinema, biblioteche, mercatini etc., alla ricerca della città nascosta tra le pieghe della Roma stereotipata per turisti.
Tra i collaboratori: Matteo Guarnaccia e Renata Molho, Dinni Cesoni, Umberto Santucci, Giuseppe Ricci e tanti altri.

Una guida gemella fu realizzata anche per Milano ("Milano Alternativa", Sugarco 1975), a cura di Giuseppe Ricci, Claudio Marras e Mauro Radice (regia di Quattrocchi). 

"Giordano Falzoni ha aiutato, con il semplice fatto di esistere, qui a Roma.
E poi tutti quelli che partecipano al disegno di una Roma alternativa, figure di fratelli che hanno dato gioia ed amore a questo progetto: la rivista di controinformazione Combinazioni, Eddi Ponti, Carlo Alberto, Santa Teresa, il mistico Piero Verni, Re Nudo, Giuseppe della Stanza Editrice, Matteo e Renata, il Messaggero e Paese Sera loro malgrado, Santucci,Isia Isikowska, Manuela, Kronos 1991, il liceo Mamiani, Shanti Carlo, il gruppo di Pugno Rosso, Paolone, Marcellino, Carla, Dinni...".

Copertina: Claudio Baini.

SENZA CHIEDERE PERMESSO

SENZA CHIEDERE PERMESSO -  a cura di ROBERTO FAENZA
Come rivoluzionare l'informazione
(Feltrinelli - Attualità - Febbraio 1973 - 228pp.)


















Senza Chiedere Permesso, elaborato da un nutrito collettivo coordinato dal regista Roberto Faenza, è un saggio di controinformazione, un manuale sulla comunicazione alternativa, una guida all'uso del videotape. Il libro, contemporaneo ai primi esperimenti italiani di tv libera via cavo (1973), si occupa di tutti gli aspetti della produzione video, sia tecnici che legali ed analizza il problema del monopolio radiotelevisivo (che sarebbe durato ancora alcuni anni) e del decentramento; sono inoltre prese in esame le esperienze internazionali (Nord America, America latina e Italia).
Il videotape, uno strumento che era apparso come rivoluzionario perchè avrebbe permesso di produrre e trasmettere informazione in forma autonoma, si sarebbe rivelato - nonostante le buone intenzioni - un mezzo accessibile a pochi, soprattutto a causa dei costi allora proibitivi e della non totale compatibilità dei vari sistemi adottati.

Sommario:
- Introduzione (Milano, Gennaio 1973)
- Nota
- 1. Mezzi di comunicazione: passato presente futuro
- 2. Duo o tre parole sulla radiotelevisione italiana
- 3. Come riformare la radiotelevisione
- 4. Come rivoluzionare l'informazione
- 5. Per una rete televisiva decentralizzata
- 6. USA e Canada: verso l decentramento globale
- 7. Pionieri, gruppi e riviste della televisione alternativa in USA e Canada
- 8. C'è una comunicazione del Terzo Mondo
- 9. Col videotape la televisone la facciamo noi
- 10. Dalle masse alle masse
- 11. Contro le masse
- 12. Introduzione agli apparecchi audiovisivi
- 13. Come scegliere gli apparecchi (caratteristiche, consigli, prezzi)
- 14. Tabelle dei videoregistratori
- 15. Videocamere (bianco e nero e a colori)
- 16. Videonastri
- 17. Televisori e monitor
- 18. Microfoni
- 19. Accessori
- 20. A proposito delle videocassette
- 21. Video e film
- 22. Minimanuale
- 23. Facciamoci furbi
- 24. Proibito trasmettere pirata
- 25. Vocabolario
- 26. Intervento (Pio Baldelli e Goffredo Fofi)

Hanno collaborato: Frank Gerace e Fernando Lazaro ("Comunicazione orizzontale: cambio di struttura e mobilitazione sociale"), Carol Zeitlin e Eddie Becker, Giuseppe Richeri, il Collettivo ricerche audiovisive di Milano, Ivo B. Micheli, il Gruppo di iniziativa per i film di intervento politico, il Centro audiovisivo di Firenze, Marco Jorio, Corrado Jannelli, Anna Lajolo, Alfredo Leonardi e Giulio Lombardi, Aldo e Marina Mondino, Alberto Casati, Francesco C. Crispolti, Luciano Giaccari, Lea Melandri, Eddie, Claudia Kerpan, i fotografi di Contro-Immagine collettivo di lavoro, Paolo Bassi, Paolo Padova, Tony D'Urso, Giovanna Scalfatti.

Con 165 illustrazioni in bianco e nero.

Formato 20,5x12,5 cm.

BIANCO ROSSO E GRIGIOVERDE

GIULIO MASSOBRIO - BIANCO ROSSO E GRIGIOVERDE
Stuttura e ideologia delle forze armate italiane
(Bertani - Manifesti della lotta di classe 15 - Dicembre 1974 - 424pp.)






















Bianco Rosso e Grigioverde di Giulio Massobrio è un saggio-controinchiesta sul sistema militare italiano (strutture, giustizia, regolamenti, diritti). Il libro, nato da un seminario della facoltà torinese di Scienze Politiche su "Storia, struttura e funzionamento dell'Esercito Italiano" fu sviluppato con la collaborazione del Centro di Informazione e Difesa contro la giustizia militare (CIDM di Torino) nel 1974, anno della inchiesta giudiziaria sull'organizzazione fascista "Rosa dei Venti".

Sommario:- Introduzione di Sandro Canestrini
- Premessa (Novembre 1974)
- I. Elementi di continuità nella storia delle Forze armate italiane
- II. L'ideologia
- III. Il ruolo politico
- IV. Il sistema repressivo diretto (con la collaborazione del CIDM di Torino)
- V. L'organizzazione delle Forze armate oggi
- Post scriptum (24 Novembre 1974) - Bibliografia
- Appendice: Regolamento di disciplina militare

Formato 18,5x12 cm.

Elenco OPAC delle biblioteche con questo libro.